Alto Adige: un impegno morale prima che politico
Il nostro ruolo
Alleanza nazionale in provincia di Bolzano esercita un ruolo morale prima che politico. E' un compito spesso esercitato in condizioni di grande difficoltà legate all'essere la Comunità di lingua italiana sul territorio innazittutto una minoranza, nei numeri e nella condizione sociale, culturale, economica e politica. Una autentica anomalia, a livello nazionale, che impone ogni giorno la raccolta di una sfida per la sopravvivenza, per l'Identità, per la dignità.
Che fare di fronte alle ingiustizie, di fronte all’arroganza di chi si è abituato a gestire le Istituzioni e l’autonomia dell'Alto Adige quasi si trattasse di un bene privato?
Cosa fare di fronte all’impietoso scenario di una Provincia come quella di Bolzano abbandonata alla deriva di un potere autoreferenziale che condanna non solo se stessa ma anche i suoi cittadini/"sudditi" ad un isolamento dorato, ma pur sempre isolamento?
Negli ultimi anni sta crescendo trasversalmente nella società altoatesina un sentimento di aperto disagio rispetto alla chiusura della società altoatesina rispetto ai richiami dell’Europa, rispetto ai turbinii del progresso. E’ un disagio che non deve cedere il posto allo sconforto, deve al contrario essere raccolto e ascoltato perché da esso deve nascere un progetto di rinascita per una Comunità, come quella altoatesina, che soffre per una condizione di soggezione a tutto campo.
Ecco che c’è bisogno di un progetto, ecco che c’è bisogno di una speranza ma anche di una chiara e determinata volontà cui solo la passione può fare fronte.
Questo è l’impegno che Alleanza nazionale ha assunto su di sé, essere protagonisti per non subire, nel silenzio, l’arroganza e i soprusi dell'eccesso di un potere "etnico" esercitato dalle Istituzioni dell'autonomia che ha ristretto per la minoranza di lingua italiana gli spazi di opportunità che le spetterebbero.
Gli impegni di Alleanza nazionale per l'Alto Adige
Assumersi un impegno significa avere ben chiari gli obiettivi e le difficoltà per raggiungerli.
Alleanza nazionale in Alto Adige ha presenti entrambi: l’obiettivo è quello di restituire alla minoranza di lingua italiana della provincia un ruolo, un peso, nella società, nella cultura, nell’economia, nella politica che ha progressivamente perduto; le difficoltà sono date dalla rigidità del sistema di regole dell’autonomia che ingessa lo sviluppo di una provincia sempre più distante dagli interessi e dal cuore del resto dell’Italia, non da quelli di Alleanza nazionale.
Il disagio degli Italiani nasce dalla loro subalternità nei diversi campi della società. Oggi si gioca il proprio ruolo in difesa: del bilinguismo della toponomastica, del diritto ad avere un peso nelle scelte e una adeguata rappresentanza politica e nella società, del diritto all'impresa (mortificata dal controllo allo sviluppo esercitato dalla Provincia), della dignità umiliata dal terrorismo e da chi ancora oggi lo giustifica.
Alleanza nazionale raccoglie la sfida "in attacco", con le sue proposte, la sua continua offerta di dialogo e confronto non solo fra le parti politiche ma soprattutto fra i gruppi linguistici, senza rinunciare al diritto di indignarsi e di protestare. Purtroppo le occasioni sono offerte di continuo.
Italiani in minoranza
Il principale condizionamento del gruppo linguistico italiano è dettato dal limitato potere contrattuale che gli è assegnato in virtù dei suoi numeri.
Ad ogni livello la minoranza italiana della provincia di Bolzano si trova a vivere una condizione di soggezione che le impedisce di esprimere le sue enormi potenzialità.
E’ nei suoi numeri che risiede la debolezza della comunità italiana dell’Alto Adige. E’ nella struttura stessa, nell’idea stessa dell’autonomia come autogoverno del territorio affidato alle maggioranza politiche espresse nel voto (e quindi, automaticamente alla maggioranza di lingua tedesca che si compatta nella Svp, partito che da solo ottiene da decenni la maggioranza assoluta del consenso) che risiede il vulnus al diritto di tutte le comunità di avere pari diritti nei pari doveri.
In una provincia con una maggioranza etnico/linguistica di quasi il 70% non poteva che essere logica e naturale conseguenza che la maggioranza politica fosse espressione di questa maggioranza etnico/linguistica. La Südtiroler Volkspartei ha capitalizzato questo vantaggio che le è stato riconosciuto. Marginalizzando gli italiani dalla condivisione della autonomia e dal suo governo. Si consideri che in Consiglio provinciale (il luogo dove si dettano le leggi che disciplinano l’autonomia) sono otto i consiglieri del gruppo italiano su 35, e di questi 35 ben 21 appartengono alla Svp, che vanta quindi la maggioranza assoluta. E avere la maggioranza assoluta nelle mani significa che un solo partito può approvare da solo le leggi, senza doversi confrontare con nessuno, nemmeno i “partner di giunta italiani” (2 assessori su 11), chiamati in giunta perché lo Statuto di autonomia prevede questo obbligo, ma i cui voti sia in giunta che in Consiglio non sono necessari a approvare o impedire alcunché.
E’ da qui che nasce la frustrazione di una intera comunità condannata a vedersi imporre le scelte politiche, sugli indirizzi anche più generali di politica, nel campo della cultura, dell’economia da una maggioranza che non è solo politica ma è anche, se non soprattutto, etnico/linguistica.
In ciò risiede quel sentimento di disagio che soffoca la vitalità di una comunità destinata a fare da testimone alle decisioni operate da altri. E’ in questo meccanismo che risiede il vizio originale dell’autonomia altoatesina: in cui una maggioranza etnico/linguistica è destinata a perpetuare all’infinito anche la propria maggioranza politica considerata la propensione e l’interesse della maggioranza assoluta di elettori del gruppo linguistico tedesco di affidare ad un partito unico il dovere di rappresentarli. Accade così che la Svp da oltre cinquanta anni gestisca con una maggioranza assoluta l’autonomia provinciale, trasformatasi nelle sue mani in un inesauribile patrimonio di risorse gestito senza concorrenti e sempre più anche quasi senza controllori.
Obiettivi e difficoltà
L’impegno di Alleanza nazionale in Alto Adige è principalmente quello di restituire alla minoranza di lingua italiana della provincia di Bolzano un ruolo, un peso, nella società, nella cultura, nell’economia, nella politica che ha progressivamente perduto.
La rigidità del sistema di regole dell’autonomia ingessa lo sviluppo di una provincia sempre più distante dagli interessi e dal cuore del resto dell’Italia e dell’Europa.
Obiettivi: restituire alla minoranza di lingua italiana la fiducia nelle proprie potenzialità e questo facendo leva sulla ricchezza della propria cultura, sul diritto alla propria toponomastica, sul dovere di assumersi ad ogni livello le proprie responsabilità. Appunto: il dato più appariscente è quello legato alla profonda sperequazione di responsabilità fra i gruppi linguistici.
L’autonomia premia l’appartenenza ad un gruppo linguistico prima che la persona.
Accade che l’autonomia crei la “separatezza”, che l’autonomia spinga l’Alto Adige verso una propria dimensione di autoreferenza che lo allontana da Roma come da Bruxelles.
L’autonomia trova le sue ragioni nobili nella storia e nella sofferenza di comunità che hanno vissuto dolorosamente gli anni delle dittature. Ma l’autonomia non può giustificare oggi un sistema fondato esclusivamente sulla distinzione per la lingua che si parla e la cultura in cui si è nati, e che prescinde spesso dalla competenza e dal diritto fondamentale che appartiene agli individui.
L’autonomia è uno strumento vecchio, come tale va aggiornato e adeguato alle sfide del presente e del futuro alle porte. Non comprenderlo significa condannarsi alla mediocrità ed approvare l’ingiustizia. Alleanza nazionale non ha intenzione di scegliere questa strada.